A Expo polenta e «bertagnì» rilanciano la mostra del Palma

Cultura e gusto. Giornata di promozione bergamasca nel giorno del picco: 300 mila visitatori
Amaddeo ha cucinato con mais spinato e baccalà. E l’artista Parolini si è esibito dal vivo

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02/06/2015
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L’artista Ivano Parolini con i ritratti del nonno Giacomo Savoldelli che coltivò mais spinato
Amaddeo offre polenta e baccalà ai visitatori
Il mais spinato sta crescendo anche ad Expo
Da sinistra: Anna Cremonesi, Simone Martinelli, Adriano Galizzi, Massimo Amaddeo e Filippo Servalli

Bergamo è meta appetibile, grazie ad eccellenze indiscusse della gastronomia e a un estro artistico che oggi come ieri è valore aggiunto su cui lavorare. Nel giorno del picco di visitatori (300 mila) ha colto nel segno a Expo Milano 2015 l’ennesima vetrina bergamasca, che grazie alla regia della Comunità del Mais Spinato di Gandino ha presentato un interessante dialogo tra le tavole di Palma il Vecchio, quelle d’avanguardia del giovane artista seriano Ivano Parolini e quelle rinomate del ristorante da Mimmo di Città Alta. Gli chef Massimo Amaddeo e Simone Martinelli hanno servito polenta di spinato e baccalà mantecato fra gli applausi di centinaia di visitatori.

La ricetta orobico-veneziana
La mattinata, che ha ancora una volta messo in luce le positive sinergie del progetto Mais Expo Bergamo, puntava a promuovere «sul campo» la mostra dedicata a Palma il Vecchio aperta alla Gamec, che grazie alla proroga approvata la scorsa settimana si protrarrà sino a domenica 12 luglio. «Palma – ha spiegato Amaddeo a un pubblico attento e interessato – trovò consacrazione artistica a Venezia proprio nei decenni in cui il mais e la polenta arrivarono nei territori della Repubblica Veneta come esotica specialità. Proprio il baccalà (o, per dirlo alla bergamasca, il bertagnì) finì per creare una simbiosi che a torto e per troppo tempo è stata ritenuta inadeguata per i palati fini. Oggi, grazie a Expo e alla responsabile attenzione di turisti e consumatori, ha tutte le carte in regola per assurgere a inimitabile biglietto da visita territoriale».
A dare forma e colore a questi nuovi orizzonti, cogliendo nel segno tra lo stupore di molti stranieri, è stata la performance di Ivano Parolini, giovane artista di Gandino. Lungo il decumano, affacciato ai padiglioni di Kuwait, Germania e Stati Uniti, ha prodotto dal vivo un ritratto del nonno Giacomo Savoldelli, duplicandolo successivamente su nove tele più piccole. «L’idea – spiega – era rappresentare il passaggio dell’uomo sulla Terra, utilizzando materiali semplici come terra, cenere e catrame. Ho volutamente utilizzato l’immagine di nonno Giacomo, che nella prima metà del secolo scorso coltivava il mais spinato a Gandino. Un pretesto per sottoporre all’emozione dei visitatori l’eterna metafora dell’umanità che si confronta con la Terra: energia del pianeta ed energia dell’uomo». Parolini, dopo il diploma all’Accademia Carrara, ha sviluppato una particolare ricerca artistica. È stato scelto da Marco Cingolani per una mostra alla Ciocca di Milano e ha esposto al Museo Bellini di Firenze con Daniele Radini Tedeschi. Protagonista di importanti rassegne italiane (es. Aff Milano) ed estere, nel 2013 ha proposto una personale curata da Enrico De Pascale.

Protagonisti in tv
La giornata dell’orgoglio gandinese fra arte e mais ha visto presenti a Expo circa 150 visitatori giunti dalla valle, coordinati da Lorenzo Aresi, presidente Pro loco, Antonio Rottigni, delegato al turismo del Comune e Filippo Servalli, presidente della Comunità del mais spinato. Una presenza che non è sfuggita alle telecamere della Rai, che proprio alla presenza Bergamasca ha dedicato un servizio nella puntata inaugurale di Expo News, striscia quotidiana in onda da ieri su Rai 3.
Nell’open space del Cluster Cereali e Tuberi gestito da Varvello 1888 (produttore della innovativa farina Integralbianco con produttori ed estimatori anche in Bergamasca), c’è stato spazio anche per il Birrificio Otus (dal nome latino del Gufo, che ne è simbolo), realtà dinamica nata a Seriate un anno fa. Produce fra l’altro la «Birra del Palma» ambrata e aromatizzata al ginepro, con aggiunta di miele prodotto da La Péta di Costa Serina, agriturismo con attività sostenibili di recupero sociale.

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