“La nuova era continua, se i gandinesi lo vogliono”

INTERVISTA AL SINDACO GUSTAVO MACCARI

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Data pubblicazione: 

09/03/2007
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Il Comune di Gandino si avvia, nella prossima primavera, alle elezioni comunali e di conseguen­za l’intervista al sindaco Gustavo Maccari assume i toni di un bilancio di fine mandato. “Dall’atto del mio insediamento mi sono pro­posto di sanare e far supe­rare la frattura esistente tra i cittadini nel periodo prece­dente le elezioni; in sostanza ho sempre cercato, e credo di esserci riuscito, di diventare il Sindaco di tutti, sia di coloro che mi avevano vo­tato, sia di coloro che legit­timamente avevano deciso di votare per il precedente esecutivo. Questo mio tenta­tivo ha favorito la rinascita di un clima sereno a livello di comunità e di questo sono orgoglioso”.

Clima che è ovviamen­te tornato temporalesco in queste settimane. “L’attivi­tà di un Comune, di un ente primario così legato al ter­ritorio e alla sua quotidia­nità, deve prescindere dagli amministratori e dai cicli ‘politici’. Gli amministrato­ri cambiano, ma i cittadini restano, con le loro istanze, i loro problemi e i servizi che devono essere garantiti alla collettività. L’errore più grande è quello di perdere di vista lo scopo e le respon­sabilità cui gli amministra­tori sono chiamati e vivere l’impegno in Politica (con la P maiuscola) come qualcosa di fine a stesso, una sempli­ce affermazione di bandie­re e non la costruzione del bene comune”. Cinque anni faticosi? “Posso dire di aver passato questi cinque anni quasi sempre in Comune. La condizione di ‘pensio­nato’ mi ha consentito di trascorrere buona parte del tempo nel mio ufficio, anche a disposizione dei cittadini che chiedevano il mio in­tervento. Non sono riuscito sempre ad evadere le richie­ste o a risolvere i problemi che mi venivano sottoposti, ma credo di aver sempre ascoltato chiunque bussava alla porta del mio ufficio”.

E adesso ricandidatura scontata con gran parte del gruppo uscente… “La conferma della mia candi­datura è stata più sofferta di quanto possa apparire. In questi anni ci sono state occasioni in cui è stata forte la voglia di lasciar perdere, specie quando alcuni attac­chi erano chiaramente pre­concetti e, soprattutto, falsi e offensivi. Voglio comun­que cogliere l’occasione per rivolgere a tutti i cittadini un sincero ringraziamento in quanto è stato solo con il loro voto che mi hanno permesso di vivere un’espe­rienza unica certamente positiva. La nostra ammini­strazione è partita dai fatti, dalla volontà di ridare al Comune di Gandino il ruo­lo e le competenze che gli spettano. Abbiamo affron­tato situazioni complesse, con aspetti economici a dir poco preoccupanti: basti pensare a quasi un milione di euro di debiti fuori bilan­cio ereditati dalla vecchia amministrazione Ongaro. Gli ostacoli da superare sono stati anche superiori al preventivato. Molti hanno pensato che la nostra ‘nuo­va era’ fosse innanzitutto un fatto politico, una sorta di rivincita rispetto al passato. Se così fosse stato avremmo soltanto riproposto l’inop­portunità della esasperata concezione ‘partitica’ della precedente amministrazione di cui ho accennato all’inizio”.

I rapporti con i sindaci della Val­gandino? “Ho sem­pre pensato che tra i comuni sia asso­lutamente necessa­rio trovare sinergie per raggiungere obiettivi che da soli è impossibile perse­guire. Ho incontrato persone squisite con le quali è stato facile dialogare. Basti pen­sare all’accordo con il comu­ne di Cazzano S. Andrea per la costruzione della palestra delle scuole medie; alla sot­toscrizione di un protocollo d’intesa per la predisposi­zione del P.G.T.; all’impegno per la realizzazione delle piste ciclopedonali; alla vo­lontà condivisa di costrui­re la nuova caserma, ma soprattutto alla volontà di confrontarci con assiduità”. Le opere pubbliche che han­no lasciato il segno? “Non mi piace vantare elenchi di cose fatte, mi preme che il territorio mostri vitalità in ogni suo ambito. E’ innega­bile che Gandino in questi anni ha mostrato una spin­ta nuova. Sono nate la Casa di Riposo e l’Oratorio, non direttamente riconducibi­li all’Amministrazione,che restano un patrimonio pre­ziosissimo della gente di Gandino. Possiamo ricorda­re anche la nuova sede della Biblioteca, la Palestra che insieme a Cazzano final­mente diventerà realtà, la ristrutturazione delle vec­chie scuole di Cirano, con un progetto di grande rilie­vo sociale grazie al Gruppo Ge.Di. Genitori Disabili.

E’ poi c’è la completa ri­strutturazione del­la piattaforma eco­logica, oppure la riqualificazione del centro storico com­pletamente rinno­vato, a cominciare da Piazza Vittorio Veneto. Per quan­to incidono nella vita quotidiana non sono poi meno importanti il rinnovato sen­tiero dei Ruviali, gli accessi e la messa a norma delle Scuole Elementari, i lavori al Cimitero, il nuovo cam­po di calcio a Cirano. Tutto solo e soltanto per Gandino e i gandinesi”.

Altri progetti? “Ci sono sul tavolo la Bretella del Farno (un’opera tanto atte­sa) per la quale il collauda­tore chiamato ad effettuare il collaudo in corso d’opera ha ritenuto necessari una serie di carotaggi e analisi dei materiali utilizzati per prevenire sorprese che sa­rebbero diventate di difficile soluzione ad opera termina­ta. E poi ancora la nuova Caserma dei Carabinieri la cui realizzazione è prevista nel Piano triennale delle Opere Pubbliche, ma è vin­colata ai limiti imposti dal­la finanziaria”.

Ogni tanto si sente par­lare di turismo per Gandi­no...

“In questo settore abbia­mo puntato con decisione sulle associazioni e sulla Pro Loco e la nostra fidu­cia si è rivelata ben riposta. Abbiamo realizzato progetti importanti. Serve ora un ul­teriore salto di qualità. Vo­gliamo provarci di concerto con la Comunità Montana, il turismo può essere davve­ro una risorsa vitale per il rilancio del paese. Il Comu­ne, in località Monte Farno, possiede uno stabile (ex Co­lonia) che potrebbe diventa­re strategico per un progetto turistico di rilancio delle nostre montagne”.

Tempo fa l’abbiamo defi­nita un “signore” prestato alla politica. Adesso è tem­po di artigli? “Mi lusinga il fatto che molti abbiano sot­tolineato la mia correttezza, al di là di eventuali diver­genze che fanno parte di un qualsiasi normale confron­to. Mi dispiace che qualcuno continui a considerare gli attacchi personali (anche il Vostro ultimo numero ri­portava una lettera del sig. Marco Ongaro che definirei ‘squallida’) una modalità politica. Sono semplicemen­te indici di maleducazione e come tali devono essere liquidati. Spero che la cam­pagna elettorale possa esse­re serena e costruttiva; per qualsiasi Comune si tratta di un momento importante in cui possono emergere con­tenuti di prospettiva”.

Gli elettori prima del voto faranno anche loro il bilancio. E magari è meno lusinghiero del suo. “Se ripenso alle istanze e alle aspettative dei Gandinesi dopo le elezioni del 2002, mi rendo conto che, nonostante gli sforzi profusi, molto si è cercato di fare, ma altret­tanto è rimasto da realiz­zare. Mi impegno anche in questa sede ad affermare che le inadempienze saran­no considerate delle priorità per la legislatura futura, se i cittadini mi vorranno accordare la loro fiducia. Vorrei inoltre completare la squadra dei dipendenti co­munali che in questi anni sono cresciuti professional­mente e in tempi brevi sa­ranno in grado di assicura­re maggiore competenza ed efficienza, vera ricchezza di un’amministrazione. Vorrei anche riuscire a migliorare la comunicazione verso i cit­tadini e creare i presupposti per lo sviluppo di un con­fronto più ampio con la po­polazione in quanto ciò che ci attende (minori disponi­bilità economiche, maggiori competenze affidate all’ente locale, l’ obbligo di attuare il Piano di Governo del Terri­torio) necessita della fattiva partecipazione di tutti”.

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