La Lega va a Canossa, anzi a... Fadei

512 LE CASCINE CENSITE NELLA VARIANTE 4

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Data pubblicazione: 

09/02/2007
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Mirko Brignoli
Gustavo Maccari

Lo studio geologico del territorio e la variante 4 al Piano Regolatore Generale (che riguarda in particolare le zone agricole e i relativi insediamenti) sono stati i punti che hanno monopolizzato la discussione nell’ultimo Consiglio Comunale di Gandino, svoltosi martedì 30 gennaio.
Il primo punto ha riguardato l’approvazione definitiva dello Studio Geologico di supporto alla pianificazione comunale. Il tecnico Sergio Ghilardi della Gea ha presentato il lavoro svolto, che consiste in una schedatura approfondita del territorio e delle sue zone critiche. Lo studio è stato approvato a maggioranza, dopo la discussione delle osservazioni di alcuni cittadini, che chiedevano di approfondire i rilievi su aree di loro proprietà inserite nel grado 4, quello più restrittivo per la salvaguardia delle aree.
Il secondo punto è stato l’approvazione definitiva della Variante n. 4 al Piano Regolatore Generale che riguarda, in particolare, la regolamentazione per la valorizzazione delle risorse agro-forestali e del patrimonio edilizio rurale. Sono state censite tutte le costruzioni in ambito montano (sono ben 512) e per ciascuna esiste una scheda dettagliata con dati, immagini e possibilità di intervento e collegamento a quanto prescritto dal piano geologico redatto dalla Gea. L’architetto Loretta Gherardi, tecnico incaricato per la Variante, ha illustrato nel dettaglio i punti essenziali oggetto di variazione, facendo particolare riferimento alla corposa osservazione elaborata dall’Ufficio Tecnico Comunale, che ha richiesto un ampliamento significativo del numero dei fabbricati vincolati a destinazione agricola e variato alcune modalità che rendono possibile la variazione della destinazione d’uso dei fabbricati agricoli, che attraverso ristrutturazioni possono diventare di carattere turistico-residenziale.
Il gruppo di minoranza della Lega Nord Padania, per voce del segretario Marco Ongaro, ha contestato alcuni aspetti della variante e lamentato il ritardo con cui si è giunti a concludere l’iter di approvazione. “Si tratta di una ‘svendita’ del territorio – ha tuonato Ongaro – ed è una manovra puramente elettorale”. Ongaro ha lamentato una eccessiva specificità delle variazioni proposte dall’Ufficio tecnico comunale, evitando però di confutarle nello specifico, se non per i 15 metri quadri destinati dal piano ai servizi igienici dei rifugi d’alta quota (!).
La maggioranza, per voce del capogruppo Filippo Servalli, ha difeso le scelte attuate, “che sono una garanzia per gli sviluppi futuri”. Curioso notare però che la minoranza ha finito per approvare le tre osservazioni più “delicate”, quelle riguardanti la zona di Fadei in Valpiana e destinante a rendere possibile la realizzazione di due nuove strade di accesso. In aula per questo era folta la presenza di cittadini. Ongaro ha bollato come “politica” la decisione della maggioranza di Maccari, ma non ha potuto non confermare con un voto favorevole le osservazioni approvate dalla maggioranza che ottiene lo scopo di salvaguardare la zona obbligando i proprietari a consorziarsi, garantendo comunque un’accessibilità concreta che il precedente piano (varato da Ongaro e dalla sua amministrazione) di fatto rendeva impossibile.
Analoga marcia indietro per l’uscita da Generale Servizi srl del Comune, con la capogruppo Sara Bonazzi (rientrata in Consiglio) che sembrava incalzare il sindaco per conti “che non tornano”, salvo scoprire che si trattava di una mera partita di giro e vedersi obbligata a suggerire sottovoce a Ongaro un altro inevitabile voto favorevole. La Lega insomma non trova pane da mordere: il sito del gruppo che vantava migliaia di contatti è fermo da mesi e non c’è più traccia de “Il Guerriero”, la pubblicazione periodica che tace da ormai un anno. Anche la vetrina della sede leghista di via Locatelli è malinconicamente vuota. La quiete... prima della tempesta o forse un “silenzio sabbatico” per rendere più presentabile nello stile la lista in via di formazione per le comunali di primavera?
Un maquillage per assecondare lo stile di “Maccari signore” (che è forse il vero successo dell’attuale amministrazione) che potrebbe assumere i connotati del giovane Mirko Brignoli, neo delegato lumbard per la Val Seriana e del quale si vocifera una candidatura in prima fila, con Ongaro alle spalle. Ma per Ongaro più che Canossa, in questo caso, si dovrebbe parlare di... schiaffo di Anagni, visto che lui e il fratello (già onorevole Giovanni) sono lo zoccolo duro contro cui la “nouvelle vague” ha sempre cozzato. Il nuovo corso padano avviato anche a livello provinciale con la segreteria a Cristian Invernizzi e la bocciatura di Stucchi (indicato da Bossi) forse approda in Val Gandino. Se son rose... sbocceranno a primavera.

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