Gandino: Sotto l’asfalto…niente

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23/09/2005
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Si è verificato nei giorni scorsi a Gandino un improvviso cedimento della sede stradale all’incrocio fra via Innocenzo e via Provinciale. Un problema che già alcuni mesi orsono aveva dato alcune avvisaglie e che ora si è mostrato di una certa gravità.

L’Amministrazione Comunale è intervenuta tempestivamente, isolando il traffico nella zona e provvedendo ad incaricare un’impresa per i lavori urgenti di ripristino. Si è reso necessario uno scavo piuttosto esteso e il ripristino delle tubature dei servizi, rimaste danneggiate.

Quest’ultimo evento ripropone il problema dei cedimenti geologici della zona sud del territorio, che videro analogo episodio in via Redorta alcuni anni orsono. Anche i recenti sondaggi commissionati per la costruzione del nuovo Oratorio hanno confermato la precarietà di alcune zone, cui si aggiunge la scarsa o inesistente manutenzione ordinaria degli anni ’90 alla rete fognaria, che ha aggravato l’intera situazione. L’ufficio Tecnico, guidato dall’assessore Leonardo Motta, ha predisposto una serie di interventi urgenti e straordinari (ultimo in ordine di tempo quello relativo alla zona della Chiesa di Barzizza) che nei prossimi anni saranno allargati ad altri punti nodali. Va detto infine che il Comune di Gandino ha adottato lo studio geologico del territorio, eseguito dalla Gea in aggiornamento a quello redatto nel 1995 e che rappresenta un adeguamento del piano regolatore alle recenti normative in materia. Si tratta di uno strumento di supporto alla pianificazione comunale messo a punto dai tecnici della Gea, i geologi Sergio Ghilardi, Enrico Mosconi e Alessandro Chiodelli. Prendendo come base di partenza lo studio geologico del 1995, i tecnici hanno predisposto una ricca documentazione cartografica che descrive, sotto il profilo geologico, i tratti salienti del territorio gandinese, in particolare la fragilità geotecnica dell’area urbana, caratterizzata da potenti coltri lacustri limo-argillose che impongono, in caso di costruzioni, l’adozione di fondazioni correttamente dimensionate per evitare cedimenti. La «carta della fattibilità» rappresenta l’elaborato finale dello studio geologico e fornisce indicazioni in ordine alle destinazioni d’uso del territorio e alle relative limitazioni, alle prescrizioni per gli interventi urbanistici, alle indagini geologiche-geotecniche e idrogeologiche di approfondimento da eseguire.

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