E a Gandino … “venne un uomo”

A QUARANT’ANNI DAL FILM DI OLMI

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Data pubblicazione: 

02/12/2005
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1999
Ermanno Olmi fotografato nel 1965 sul set del film, con alcuni attori gandinesi.
Rita Bertocchi nella scena della nascita di Papa Giovanni.

Sono trascorsi ormai quarant’anni dal lontano 1965, anno in cui il regista bergamasco Ermanno Olmi volle ricordare la figura di Papa Giovanni XXIII (proclamato beato nel 2000) con il film "E venne un uomo", protagonista l’attore Rod Steiger.

Una pellicola che per molti aspetti lasciava presagire gli elementi essenziali del discorso cinematografico di Olmi, che avrebbero successivamente dato forma all’opera più famosa del regista trevigliese: "L’albero degli zoccoli".

Per rappresentare alcune figure caratteristiche della vita di Papa Roncalli furono chiamati alcuni attori gandinesi della Compagnia Stabile Loverini, grazie al rapporto di amicizia che legava Olmi a don Emilio Mayer, curato presso l’Oratorio di Gandino e impegnato ancor oggi con la SAS, la società diocesana di distribuzione cinematografica. Antonio Bertocchi fu prescelto per la parte dello zio Zaverio, Antonio Rottigni per quella di Don Pietro, il parroco di Carvico insegnante di latino. Ad essi si aggiunsero anche Florinda Sugliani, Lucia Moro e Andrea Spampatti, cui (nel film) il futuro Papa rubava le zucche. La signora Rita Bertocchi ebbe il ruolo di madre di Papa Giovanni, e notissima è la scena della nascita del futuro Papa, immortalata in una bella immagine di scena che riproduciamo. Anche la figlia reale della signora Rita Bertocchi, Bianca, ebbe una piccola parte nel film. Tutto era nato quasi per caso a mezzo di Don Emilio, che aveva provveduto a proporre ad Olmi alcune fotografie appositamente scattate." Il regista bergamasco desiderava ricostruire i diversi ambienti della gioventù e dell’esperienza di Papa Roncalli sin nei minimi particolari, e per questo la ricerca di attori "veraci" fu confermata anche dall’uscita di un’edizione del film in cui i dialoghi (ove necessario) erano stati mantenuti in stretto dialetto bergamasco, compensati da sottotitoli in italiano.

Le scene del film furono girate presso una cascina di Sotto il Monte, molto simile alla casa natale del Papa che già all’epoca era stata trasformata in Museo e non consentiva riprese efficaci.

Per recitare non furono utilizzati costumi di scena, bastavano (ed erano anzi ottimali) gli abiti quotidiani degli attori. Olmi era molto soddisfatto dei "begaröi" delle attrici gandinesi. Nel film furono utilizzati tre fratellini per rappresentare Papa Giovanni nelle diverse età infantili.

Sicuramente decisiva fu la scelta di Olmi di non affidare ad alcuno il ruolo di Papa Giovanni, ma di utilizzare un Mediatore (Rod Steiger, l’attore americano) impegnato a ripercorrere luoghi e gesta di Papa Roncalli attraverso i testi de "Il Giornale dell’Anima". Una scelta che al tempo non fu compresa, ma che ora si conferma essenziale per far emergere la spiccata figura di Papa Giovanni nelle sue componenti umane e cristiane. Il film fu una sorta di evento per l’intera comunità gandinese e la "prima" al Teatro Rubini di Bergamo fu davvero indimenticabile. Nell’aprile 1965 "La Val Gandino" (giornale parrocchiale di Gandino) dedicò al film uno speciale di otto pagine, nel quale Iko Colombi, cultore di storia locale, raccolse a caldo le sensazioni dei protagonisti.

In occasione del quarantesimo anniversario dell’uscita del film la Pro Loco Gandino organizzerà il prossimo 20 dicembre una serata presso la locale Biblioteca, nel corso della quale ripresentare la pellicola e ricordare quei giorni e quella fantastica esperienza. Non è al momento escluso che possa intervenire anche lo stesso regista Olmi, attualmente impegnato a Lipsia in Germania per le riprese di un nuovo film.

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