“Che la mia condanna sia di monito a tutti”

GANDINO - CONDANNA DEFINITIVA PER MARCO ONGARO PER I MORTI AL FARNO DEL ‘98

Pubblicato da: 

|

Data pubblicazione: 

15/12/2006
|

Letture: 

1163

Questa primavera è stata emessa la terza condanna in appello nei confronti dell’ex Sindaco di Gandino Marco Ongaro, ritenuto responsabile per la morte nel 98 di madre e fi glia uscite di strada in località Monte Farno, mentre transitavano una strada privata aperta al pubblico transito.
A niente sono valsi gli appelli fino a questo inizio 2006 dell’ex Sindaco leghista, la sua condanna resa pubblica solo in questi giorni, è defi nitiva: “La mia tribulata esperienza spero serva a qualcosa, soprattutto a far rifl ettere gli amministratori di tutta Italia. Nonostante ci fosse stato un responsabile d’area che avrebbe dovuto supervisionare la zona, lautamente compensato come tutti i responsabili proprio per queste responsabilità, nonostante non mi fosse mai pervenuta nessuna indicazione sulla pericolosità del sito, sono stato ritenuto l’unico colpevole del terribile incidente e per questo condannato. Ricordo che la strada era privata con transito pubblico, situazione che ancora oggi persiste a Gandino. Molte infatti le strade, anche recenti, private a transito pubblico decisamente pericolose traffi cate ogni giorno da residenti e appassionati delle nostre montagne. Strade che, specie nelle manifestazioni come quella ultima del convegno internazionale di elisoccorso, sono state percorse più volte anche dalle forze pubbliche, dalla Forestale, dai Vigili, dalla polizia locale senza che queste intervengano o facciano segnalazioni. Spero che ciò che è occorso a me metta in allerta tutti, anche se mi chiedo come possa essere possibile che un Sindaco, specie di paesi estesi possa conoscere ogni via del suo territorio, ci vorrebbe un mandato solo per questo”.
Gandino va ad elezioni in primavera, che aria tira? “Aria tesa soprattutto in ufficio tecnico. Proprio in questi giorni c’è stato l’ennesimo cambio della guardia al posto di responsabile. Il quinto in cinque anni. Addirittura, l’ultimo architetto, al quale è stata negata la mobilità, ha preferito rinunciare al posto pubblico dando le dimissioni pur di non rimanere ad occupare un posto decisamente bollente”. In che senso? “Troppe le anomalie delle modalità edilizie a Gandino nella totale indifferenza degli amministratori locali”.

Autore: 

C. B.

Autore: 

webmaster
|