Benemerenze? Sempre agli stessi... Cittadinanza onoraria? No agli stessi

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Data pubblicazione: 

24/06/2011
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Egregio Direttore, nelle due amministrazioni precedenti all’avvento di Maccari e Servalli, la Lega Nord mise in atto un’operazione molto gradita alla popolazione: l’assegnazione di attestati di benemerenza a cittadini gandinesi. Nell’istituire questa iniziativa vennero coinvolti numerosi personaggi della vita del paese che, con l’ausilio di una commissione comunale, portarono avanti le indicazioni della giunta comunale.
In poche parole la volontà amministrativa fu ben chiara fin dall’inizio: cercare, scovare e fare emergere tutte quelle situazioni sconosciute alla gran massa della popolazione ma che avevano fatto la storia del nostro paese. Non fu facile, soprattutto all’inizio, ma con la convinzione di non volere premiare sempre qualcuno ogni anno, ad ogni costo insomma, tutti insieme riuscimmo a riportare alla “ribalta civica” alcuni gandinesi, le cui vicende personali di passione, impegno e dedizione verso i più deboli o verso le istituzioni civili in generale, fino a quel momento erano rimaste sempre nell’ombra.

Durante il mandato di Maccari e Servalli le cose sono cambiate notevolmente. Infatti sono scomparse del tutto le recensioni di opere di bene delle persone umili e riservate, per fare posto ad un nuovo target mediaticamente più spendibile: la visibilità (cioè tutto il contrario del passato). Negli ultimi anni i gandinesi hanno potuto assistere alla consegna da parte del Sindaco di attestati di benemerenza a personaggi “illustri” cioè, già con una ben connotata attività pubblica, quali il parroco, il comandate dei Carabinieri o i presidenti di associazioni come la Pro Loco.
A queste figure, alle quali non è mai servita notorietà per le loro azioni, proprio perché la loro vita pubblica è da sempre stata sotto gli occhi di tutti, da alcuni anni a questa parte pure la Pro Loco ha cominciato a elargire benemerenze a destra ed a sinistra (anche con il contributo economico del Comune di Gandino) premiando Comandante dei Carabinieri, Parroco, ecc. Ma come si suol dire: non c’è il due senza il tre.
Da poco, anche il presidente della Consulta di Barzizza, Marchi Livio, sta portando avanti la premiazione di cittadini benemeriti nella relativa frazione. Oramai siamo arrivati ad una situazione talmente inflazionata che va bene chiunque, basta avere un nominativo da inserire nell’elenco comunale, barzizzese o della Pro Loco.

Per ultimo, ma sicuramente merita una particolare attenzione, la recente approvazione, da parte dell’amministrazione gandinese, del regolamento che regola l’assegnazione della Cittadinanza Onoraria. Questo simbolo ha un alto significato istituzionale e viene, raramente assegnato a personaggi illustri che hanno contribuito a fare crescere la comunità (in senso lato) grazie al loro particolare operato in campo sociale, civile e dei diritti umani: basti pensare che il comune di Milano, ultimamente, consegnò questo attestato a Shimon Peres, presidente dello stato israeliano, premio Nobel per la Pace. Personalmente ho sempre ritenuto la assegnazione della Cittadinanza Onoraria, un’ottima iniziativa, ma, attenzione, ho sempre contestato le blande motivazioni che possano portare a tale elargizione.
Insomma, visti i precedenti dell’attuale giunta comunale in merito alle benemerenze non vorrei che la comunità gandinese sia “costretta” a consegnare la Cittadinanza Onoraria ai soliti personaggi come il parroco, il comandante dei carabinieri o dei vigili, il segretario e, perché no, anche il sindaco, solamente per il semplice fatto che si sono trovati in quella posizione e non hanno fatto niente di più che il loro lavoro, per il quale sono stati “pagati”.
Cordiali saluti.

Autore: 

Marco Ongaro

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